Un impianto fotovoltaico produce quando c'è il sole, ma in casa gran parte dell'energia si consuma la sera: cucina, lavatrice, televisione, d'inverno la pompa di calore. Senza batteria l'energia prodotta in più va in rete e viene pagata pochi centesimi, mentre quella prelevata la sera si paga a prezzo pieno.
La batteria di accumulo chiude questo divario: si carica con il surplus del giorno e lo restituisce quando i pannelli non producono. Ogni kWh accumulato è un kWh in meno comprato dalla rete.
La taglia giusta non dipende dalla potenza dei pannelli ma dai consumi che hai dopo il tramonto. Il metodo che usiamo è questo:
Come riferimento, per una famiglia che consuma da 3.000 a 4.500 kWh l'anno, con un impianto da 4-6 kWp, la taglia corretta è di solito fra 5 e 10 kWh. Con pompa di calore o auto elettrica si sale a 10-15 kWh.
Siamo installatori certificati Tesla Powerwall e Huawei FusionSolar. Entrambi i sistemi usano celle al litio ferro fosfato (LFP), le più stabili e durature per l'uso domestico, ma hanno impostazioni diverse:
13,5 kWh in un'unica unità con inverter fotovoltaico integrato. Con il Gateway tiene alimentata la casa durante un blackout. Adatta a chi parte da zero o vuole un sistema unico.
Batteria modulare abbinata agli inverter ibridi Huawei: si parte con pochi kWh e si aggiungono moduli nel tempo. Backup con l'apposito dispositivo e controllo completo dall'app FusionSolar.
Installiamo anche batterie di altri marchi (SAJ, Solis, Sungrow, FoxESS, EP Cube e altri) quando sono la scelta compatibile con l'inverter già presente.
Non tutte le batterie tengono accesa la casa quando manca la corrente: per le norme di connessione (CEI 0-21), senza un dispositivo apposito l'impianto si spegne insieme alla rete. La funzione di backup usa un commutatore che separa la casa dalla rete e la alimenta dalla batteria in pochi istanti.
Si può scegliere il backup di tutta la casa o solo delle linee essenziali, come frigorifero, luci, caldaia, pompa del pozzo e cancello: lo definiamo al sopralluogo in base al quadro elettrico.
Si può fare quasi sempre. Se l'inverter è già ibrido basta collegare una batteria compatibile; altrimenti si installa una batteria accoppiata in corrente alternata, come la Powerwall 3, oppure si sostituisce l'inverter con un modello ibrido.
Sugli impianti in Conto Energia l'accumulo è ammesso, ma va installato in una delle configurazioni previste dalle regole tecniche del GSE e la modifica va comunicata al GSE: una configurazione sbagliata può far perdere la tariffa incentivante. Per questo la configurazione si definisce prima dei lavori, sullo schema dell'impianto esistente.
La batteria rientra nella detrazione per la ristrutturazione: 50% sull'abitazione principale e 36% sulle altre case per le spese pagate nel 2026, in dieci rate annuali, anche se viene installata dopo il fotovoltaico. Il Conto Termico, invece, non si applica all'accumulo sulle abitazioni. Il quadro completo degli incentivi.
Convenienza, durata, blackout e impianti esistenti: le risposte alle domande che riceviamo più spesso.
Conviene quando una parte importante dei consumi cade la sera e la notte e l'impianto produce più di quanto usi di giorno. Se sei in casa nelle ore di sole e consumi già quasi tutto quello che produci, la batteria si riempie poco e rende meno: in quel caso è meglio saperlo prima.
Le batterie al litio ferro fosfato sopportano migliaia di cicli di carica. Tesla e Huawei le garantiscono 10 anni, e in un impianto domestico la vita utile è in genere più lunga. Con il tempo la capacità cala gradualmente, non si azzera.
No, e non conviene esserlo: d'inverno la produzione non basta e la rete resta necessaria. Con un accumulo ben dimensionato, però, buona parte dei consumi dell'anno si copre con energia propria, e con il backup la casa resta alimentata durante i blackout.
Sì, in una delle configurazioni ammesse dalle regole tecniche del GSE e comunicando l'intervento al GSE. È un passaggio da fare con attenzione: una configurazione non conforme può compromettere la tariffa incentivante.
Sì: Powerwall 3 e LUNA2000 sono adatte anche all'installazione all'aperto. Meglio comunque un punto all'ombra e riparato, perché il caldo estremo accelera l'invecchiamento delle celle.
Poco. Una Powerwall 3 occupa una parete di circa 110 × 61 cm per una ventina di centimetri di profondità; le batterie modulari crescono in altezza a ogni modulo aggiunto. Serve un punto vicino al quadro o all'inverter, ventilato e raggiungibile per i controlli.
Contattaci per un sopralluogo gratuito e senza impegno. Valutiamo insieme la soluzione migliore per la tua casa.