A Velletri la quota porta escursioni termiche marcate: la condensa mattutina bagna i moduli quasi tutto l'anno e fissa sul vetro tutto quello che ci si è posato sopra.
Il territorio veliterno è ampio e prevalentemente agricolo, con una forte presenza di vigneti. Le lavorazioni sollevano terra fine, mentre i trattamenti lasciano residui che si legano al vetro invece di scivolarci sopra.
Il fattore che a Velletri fa la differenza, però, è la rugiada. L'escursione fra il giorno e la notte è sensibile e i pannelli si bagnano di condensa nelle prime ore quasi ogni mattina; asciugando, l'acqua evapora e lascia in loco tutti i sali disciolti e la polvere che aveva raccolto. È un ciclo che, ripetuto per mesi, costruisce una crosta molto più resistente della semplice sporcizia depositata a secco.
A Velletri conviene intervenire a fine estate, prima che le giornate si accorcino: recuperare qualche punto percentuale a settembre vale molto di più che recuperarlo a gennaio, quando le ore di sole utile sono poche comunque.
A Velletri la crosta costruita dai cicli di rugiada è più dura di quanto sembri e va ammorbidita prima di ogni passaggio. Si comincia sempre dall'acqua: deve essere priva di sali, perché altrimenti evaporando restituisce al vetro il calcare che portava. È il motivo per cui un lavaggio con la canna del giardino spesso peggiora la situazione invece di migliorarla.
Da lì in poi: spazzole morbide contro-rotanti, nessun detergente, nessuna alta pressione, nessun raschietto e nessun passaggio sui moduli. Sono regole semplici, ma è l'insieme che fa la differenza fra una pulizia che recupera produzione e una che lascia danni.
Fra il centro collinare e le contrade il tipo di edificio cambia parecchio: palazzine e case a schiera in città, casali e aziende agricole in campagna. Sui casali con coperture in coppi valutiamo sempre se il tetto regge il passaggio, e in caso contrario si lavora da terra.
A Velletri ci arriviamo in circa quaranta minuti e concentriamo gli appuntamenti della zona nella stessa giornata.
Un velo uniforme di sporco toglie di regola fra il 5 e il 15% della produzione; una macchia concentrata può fare molto peggio, perché quando una cella viene ombreggiata il diodo di bypass esclude un intero settore del modulo. È la ragione per cui una deiezione di uccello di pochi centimetri quadrati pesa più di un intero pannello lievemente impolverato.
Sul tuo caso specifico la risposta sta nei dati dell'inverter, non in una stima generica: se il sistema di monitoraggio è attivo, li leggiamo insieme.
Un sopralluogo gratuito basta per capirlo. Se l'impianto rende come deve te lo diciamo, e la pulizia si rimanda.