A Torvaianica gli impianti stanno praticamente sulla sabbia. È la condizione in cui la pulizia incide di più sulla produzione annua, e in cui va fatta con più attenzione.
Il fronte mare di Torvaianica è la situazione più severa fra tutte quelle che seguiamo. La distanza dalla battigia si misura in centinaia di metri e il pulviscolo salino investe le coperture in modo costante, non episodico.
La sabbia, poi, non arriva solo con le mareggiate: nelle giornate ventose si alza dalla duna e dagli arenili e si deposita anche su tetti che guardano verso l'interno. Sui moduli inclinati scivola verso il bordo basso e lì si accumula, formando una striscia scura che ombreggia la fila inferiore di celle e trascina giù il rendimento dell'intera stringa.
A Torvaianica consigliamo due passaggi l'anno anziché uno: uno a maggio, prima che la stagione entri nel vivo, e uno a ottobre, quando le prime mareggiate hanno finito di depositare sale su tutto il litorale.
A Torvaianica partiamo sempre dal bordo basso dei moduli, dove la sabbia si accumula e dove un passaggio frettoloso rischia di rigare. Acqua osmotizzata e spazzole a setole morbide contro-rotanti su asta telescopica: è tutto. Il resto è tecnica. Su depositi induriti si procede per ammollo, bagnando e aspettando, perché l'obiettivo è sciogliere lo sporco e non strapparlo.
Su un impianto la parte fragile non è il vetro temperato in sé, che è robusto, ma il trattamento antiriflesso che lo ricopre e le sigillature del perimetro. Un raschietto rovina il primo, l'idropulitrice sollecita le seconde. Per questo non usiamo né l'uno né l'altra, e per lo stesso motivo non si cammina mai sopra i moduli.
Molte case qui sono seconde abitazioni: capita di trovare impianti lasciati soli per mesi, con guano di gabbiano seccato che ha ormai attaccato il vetro. Va rimosso con ammollo e non raschiando, perché sotto la crosta il rivestimento antiriflesso si graffia con niente.
Da Ardea a Torvaianica ci arriviamo in un quarto d'ora: possiamo abbinare la pulizia a un controllo dell'impianto senza che diventi una seconda trasferta.
Su un impianto sporco in modo uniforme la perdita si colloca di norma fra il 5 e il 15%, e può superare il 30% nei casi trascurati o con depositi localizzati. Il dato non si stima guardando il tetto: si legge nel portale di monitoraggio, confrontando la produzione con quella dello stesso periodo degli anni precedenti.
Per questo, quando l'impianto è monitorato, guardiamo i numeri prima e dopo. È l'unico modo onesto per dirti se la spesa è servita.
Veniamo a vedere l'impianto, leggiamo i dati e ti diamo un preventivo su misura. Senza impegno e senza costi.