A Marino il tufo e le vigne lasciano sui pannelli una polvere minerale chiara che sembra innocua e invece riflette via una parte della luce.
Il sottosuolo dei Castelli è vulcanico e il tufo affiora quasi ovunque. Le lavorazioni, gli sbancamenti e semplicemente il passaggio dei mezzi sulle strade secondarie sollevano una polvere chiara e finissima che si deposita in strato uniforme sul vetro.
Essendo chiara è meno visibile della polvere scura, e per questo passa inosservata più a lungo. Otticamente però fa lo stesso danno: diffonde la luce invece di lasciarla passare, e su una superficie di trenta metri quadrati anche una riduzione modesta della trasmissione diventa energia che non entra mai in casa.
A Marino il periodo migliore è settembre. In primavera, se l'impianto è vicino ad alberature, può servire un passaggio aggiuntivo per il polline: lo valutiamo guardando i dati di produzione dei mesi precedenti, non a occhio.
A Marino la polvere di tufo è finissima e va sollevata con acqua abbondante, altrimenti la spazzola la trascina sulla superficie. Lavoriamo con acqua osmotizzata, cioè privata dei sali disciolti. È il punto centrale: l'acqua di rete, asciugandosi al sole, lascia sul vetro il calcare che conteneva, e il risultato è un impianto che dopo il lavaggio sembra peggio di prima. L'acqua osmotizzata evapora e basta.
Le spazzole sono contro-rotanti e a setole morbide: girano in senso opposto fra loro e sollevano lo sporco invece di trascinarlo sulla superficie. Escludiamo detergenti, solventi e getti ad alta pressione, che sui bordi sigillati dei moduli fanno più danni di quanti ne risolvano.
Nel centro di Marino si lavora spesso su edifici affacciati su strade strette dove non si può sostare a lungo: organizziamo l'intervento negli orari giusti. Nelle frazioni e verso Frattocchie l'accesso è comodo e il lavoro è più rapido.
A Marino la trasferta è di circa trentacinque minuti e, come sempre, chi viene a pulire è la stessa squadra che conosce l'impianto.
La letteratura tecnica e la nostra esperienza sul campo concordano su un intervallo del 5-15% di perdita per sporcamento ordinario, che sale oltre il 30% nelle situazioni peggiori. Il punto è che la perdita è graduale: nessun allarme scatta, e il proprietario si abitua a un rendimento più basso senza accorgersene.
Il confronto anno su anno nel portale di monitoraggio è il modo più rapido per capire a che punto sei.
Contattaci per un sopralluogo gratuito e senza impegno. Guardiamo insieme lo stato dei moduli e i dati di produzione, poi decidi.