A Lanuvio si sta fra le vigne e la campagna: sui pannelli arrivano polveri di lavorazione, residui dei trattamenti e pollini, in stagioni diverse.
Il territorio lanuvino è agricolo e vitato. Durante le lavorazioni del terreno e nei periodi di trattamento della vite, l'aria porta un pulviscolo che contiene anche componenti solide dei prodotti impiegati: non è polvere neutra, è materiale che tende ad aderire.
In primavera si aggiunge il contributo del verde: le siepi e le alberature che delimitano i fondi rilasciano polline che si posa sulle coperture e che, con l'umidità notturna, si compatta. Su un impianto pulito la differenza rispetto a uno lasciato andare per due stagioni si legge chiaramente nei dati dell'inverter.
A Lanuvio il momento più sensato è la fine dell'estate, a lavorazioni concluse. Chi ha l'impianto direttamente affacciato su un vigneto, però, fa bene a considerarne anche uno in primavera, subito dopo i trattamenti principali.
A Lanuvio i residui dei trattamenti richiedono più acqua del previsto: sono formulati apposta per resistere al dilavamento. Si comincia sempre dall'acqua: deve essere priva di sali, perché altrimenti evaporando restituisce al vetro il calcare che portava. È il motivo per cui un lavaggio con la canna del giardino spesso peggiora la situazione invece di migliorarla.
Da lì in poi: spazzole morbide contro-rotanti, nessun detergente, nessuna alta pressione, nessun raschietto e nessun passaggio sui moduli. Sono regole semplici, ma è l'insieme che fa la differenza fra una pulizia che recupera produzione e una che lascia danni.
Prevalgono case indipendenti con tetti a falda e ampi spazi esterni, quindi il lavoro si fa comodamente da terra. Sulle aziende agricole con tettoie fotovoltaiche verifichiamo anche l'integrità delle strutture, che in ambiente rurale lavorano in condizioni più severe.
A Lanuvio arriviamo in circa mezz'ora e, se ci sono più impianti nella stessa azienda o fra vicini, li programmiamo nello stesso giorno.
Su un impianto sporco in modo uniforme la perdita si colloca di norma fra il 5 e il 15%, e può superare il 30% nei casi trascurati o con depositi localizzati. Il dato non si stima guardando il tetto: si legge nel portale di monitoraggio, confrontando la produzione con quella dello stesso periodo degli anni precedenti.
Per questo, quando l'impianto è monitorato, guardiamo i numeri prima e dopo. È l'unico modo onesto per dirti se la spesa è servita.
Veniamo a vedere l'impianto, leggiamo i dati e ti diamo un preventivo su misura. Senza impegno e senza costi.