A Genzano gli impianti convivono con il bosco del lago e con l'umidità che sale dal cratere: due condizioni che favoriscono i depositi biologici.
Il versante che guarda il lago di Nemi è ricco di vegetazione e produce, nella stagione giusta, un carico di pollini e di frammenti vegetali che si posa ovunque. Sui moduli il materiale organico è peggio della polvere, perché si decompone e lascia residui che aderiscono chimicamente al vetro.
L'umidità del bacino lacustre completa il quadro. Le notti sono spesso nebbiose e la condensa mattutina bagna i pannelli quasi ogni giorno per mesi: è la condizione ideale perché su bordi e cornici si insedino muschi e licheni, che poi crescono verso il centro del modulo.
A Genzano proponiamo la pulizia in tarda primavera, quando le fioriture si sono esaurite, con un secondo passaggio a fine autunno per chi ha l'impianto sotto alberature. È l'unico modo per non lasciare il vetro coperto proprio nei mesi di minore irraggiamento.
A Genzano il muschio sui bordi va rimosso senza aggredire la cornice, perché è lì che si annidano infiltrazioni se si insiste troppo. Contano tre cose. L'acqua deve essere demineralizzata, altrimenti gli aloni di calcare vanificano il lavoro. Le spazzole devono essere morbide e contro-rotanti, per sollevare lo sporco anziché spalmarlo. E l'ora del giorno deve essere quella giusta: su un vetro rovente l'acqua evapora prima di agire, quindi si lavora la mattina presto o nel tardo pomeriggio.
Restano fuori dal nostro modo di lavorare i detergenti, i getti in pressione e il passaggio sui moduli. Sono le tre cause più comuni di danni permanenti sui pannelli.
Il centro storico ha coperture antiche e vicoli stretti che non lasciano spazio ai mezzi; nella parte nuova e verso la Via Appia le case sono più recenti e l'accesso è comodo. Decidiamo il metodo al sopralluogo, non al telefono.
A Genzano ci arriviamo in mezz'ora e possiamo unire alla pulizia la lettura dei dati di produzione, che è il modo più onesto per capire quanto la sporcizia stava effettivamente costando.
Il problema della sporcizia è che non fa rumore. Non scatta nessun allarme, l'inverter non segnala nulla e la produzione cala poco alla volta: il 5-15% tipico si accumula nell'arco di stagioni, e nei casi lasciati andare supera il 30%.
L'unico modo per accorgersene in tempo è confrontare i dati con gli anni precedenti. Se hai il monitoraggio attivo lo facciamo insieme durante il sopralluogo, gratuitamente.
Un sopralluogo gratuito basta per capirlo. Se l'impianto rende come deve te lo diciamo, e la pulizia si rimanda.