A Cisterna il deposito arriva dai campi e dalle serre, e ha una consistenza diversa da quella della semplice polvere urbana: si attacca e non se ne va con la pioggia.
Cisterna vive di orticoltura e di colture protette. Attorno alle serre l'aria trasporta residui di condensa, di fertilizzanti e di trattamenti fogliari, che si depositano sui moduli e formano una patina leggermente untuosa.
A differenza della polvere secca, quella patina è idrorepellente: l'acqua piovana ci scivola sopra senza portarla via, e anzi asciugando lascia gocce evaporate che si vedono come punti chiari. Sotto ogni punto la luce arriva attenuata, e la somma di molti punti su tutta la superficie è una perdita che nessuno collega alla sporcizia.
A Cisterna il momento migliore è la fine dell'estate, quando i cicli colturali principali si sono chiusi. Su impianti confinanti direttamente con le serre proponiamo invece due passaggi, perché lì l'accumulo non conosce stagioni morte.
A Cisterna la patina untuosa dei trattamenti richiede più tempo di contatto: è il motivo per cui non promettiamo mai un impianto in mezz'ora. Usiamo acqua demineralizzata e spazzole contro-rotanti a setole morbide, montate su asta telescopica. L'acqua senza sali evapora senza lasciare aloni, quindi non serve asciugare; le setole rimuovono il deposito senza toccare il rivestimento antiriflesso del vetro. Niente detergenti, niente idropulitrice: la pressione alta può forzare i bordi di tenuta e far entrare umidità nella scatola di giunzione.
Non camminiamo mai sui moduli. Una microfessurazione nelle celle non si vede a occhio e si manifesta anni dopo come un punto caldo: è un danno che costa molto più della pulizia che l'ha causato.
Il tessuto edilizio è misto: case singole con tetto a falda, aziende agricole con impianti su tettoie e magazzini. Su questi ultimi controlliamo anche lo stato dei cavi in canalina, perché l'ambiente umido delle serre accelera il degrado delle guaine.
A Cisterna arriviamo in poco più di mezz'ora e, quando l'azienda ha più corpi di fabbrica, li facciamo tutti nella stessa uscita.
Un velo uniforme di sporco toglie di regola fra il 5 e il 15% della produzione; una macchia concentrata può fare molto peggio, perché quando una cella viene ombreggiata il diodo di bypass esclude un intero settore del modulo. È la ragione per cui una deiezione di uccello di pochi centimetri quadrati pesa più di un intero pannello lievemente impolverato.
Sul tuo caso specifico la risposta sta nei dati dell'inverter, non in una stima generica: se il sistema di monitoraggio è attivo, li leggiamo insieme.
Veniamo a vedere l'impianto, leggiamo i dati e ti diamo un preventivo su misura. Senza impegno e senza costi.