A Castel Gandolfo il lago tiene l'aria umida e i moduli bagnati fino a metà mattina: è la condizione che più favorisce muschi e depositi biologici sui bordi.
Affacciarsi sul cratere del lago Albano significa convivere con una umidità relativa alta per gran parte dell'anno. I pannelli si coprono di condensa nelle prime ore e restano umidi a lungo, soprattutto quelli su falde a nord o parzialmente ombreggiate.
In quelle condizioni la cornice inferiore del modulo diventa un piccolo bacino: l'acqua ristagna sul bordo del vetro, la polvere ci si deposita e nel giro di un paio di stagioni compare una fascia verdastra di alghe e muschio. È la parte del pannello che ombreggia le celle più basse, quindi la perdita non è proporzionale alla superficie sporca ma molto maggiore.
A Castel Gandolfo consigliamo un intervento a tarda primavera e, dove c'è vegetazione vicina, un controllo prima dell'inverno. Sui moduli con fascia verde sul bordo non aspettiamo la stagione: quel deposito peggiora da solo.
A Castel Gandolfo interveniamo prima sui bordi e poi sul centro del modulo, perché è dal perimetro che parte il degrado biologico. Acqua osmotizzata e spazzole a setole morbide contro-rotanti su asta telescopica: è tutto. Il resto è tecnica. Su depositi induriti si procede per ammollo, bagnando e aspettando, perché l'obiettivo è sciogliere lo sporco e non strapparlo.
Su un impianto la parte fragile non è il vetro temperato in sé, che è robusto, ma il trattamento antiriflesso che lo ricopre e le sigillature del perimetro. Un raschietto rovina il primo, l'idropulitrice sollecita le seconde. Per questo non usiamo né l'uno né l'altra, e per lo stesso motivo non si cammina mai sopra i moduli.
Il tessuto è fatto di edifici storici e ville, spesso con vincoli e accessi non banali. Studiamo il modo di lavorare in sopralluogo, privilegiando sempre le soluzioni da terra che non richiedono di salire sulle coperture antiche.
A Castel Gandolfo veniamo su appuntamento e, se l'impianto ha già segni di deposito biologico, lo diciamo prima di preventivare: a volte serve più di un semplice lavaggio.
Il problema della sporcizia è che non fa rumore. Non scatta nessun allarme, l'inverter non segnala nulla e la produzione cala poco alla volta: il 5-15% tipico si accumula nell'arco di stagioni, e nei casi lasciati andare supera il 30%.
L'unico modo per accorgersene in tempo è confrontare i dati con gli anni precedenti. Se hai il monitoraggio attivo lo facciamo insieme durante il sopralluogo, gratuitamente.
Un sopralluogo gratuito basta per capirlo. Se l'impianto rende come deve te lo diciamo, e la pulizia si rimanda.