Ad Ariccia il bosco arriva addosso alle case. È una bellezza che gli impianti pagano in pollini, resina e foglie.
Le alberature del parco e delle valli intorno ad Ariccia rilasciano nella stagione della fioritura una quantità di polline che sui pannelli si vede a occhio nudo. Se il tetto è ombreggiato per una parte della giornata, quel deposito non si asciuga mai del tutto e resta appiccicoso.
C'è poi la resina, che è il caso più fastidioso. Le gocce che cadono dalle conifere si induriscono al sole e diventano macchie tenaci: non si tolgono con acqua e spazzola, servono ammollo e pazienza. Toglierle raschiando è il modo più rapido di rovinare in modo permanente il rivestimento antiriflesso del vetro.
Ad Ariccia il calendario è dettato dagli alberi: si interviene a fioritura conclusa e, dove ci sono conifere vicine, si aggiunge un controllo prima dell'inverno. Su impianti sotto chioma diretta la frequenza va alzata, non c'è alternativa.
Ad Ariccia le gocce di resina si trattano una per una, con ammollo prolungato: raschiarle è il modo sicuro di rovinare il pannello. Contano tre cose. L'acqua deve essere demineralizzata, altrimenti gli aloni di calcare vanificano il lavoro. Le spazzole devono essere morbide e contro-rotanti, per sollevare lo sporco anziché spalmarlo. E l'ora del giorno deve essere quella giusta: su un vetro rovente l'acqua evapora prima di agire, quindi si lavora la mattina presto o nel tardo pomeriggio.
Restano fuori dal nostro modo di lavorare i detergenti, i getti in pressione e il passaggio sui moduli. Sono le tre cause più comuni di danni permanenti sui pannelli.
Molte case aricciane hanno tetti a falda con pendenze accentuate e sono circondate da vegetazione alta: valutiamo sempre se conviene lavorare da terra con aste o allestire in copertura, perché la sicurezza non si negozia sul preventivo.
Ad Ariccia arriviamo in circa venticinque minuti e, se ci sono rami che ombreggiano stabilmente i moduli, te lo diciamo: a volte il problema si risolve con una potatura, non con una pulizia.
Uno sporcamento uniforme costa di norma fra il 5 e il 15% della produzione annua, e nei casi peggiori si va ben oltre il 30%. Sono percentuali che sull'impianto di una famiglia valgono qualche centinaio di kilowattora l'anno, cioè energia che continui a comprare dalla rete pur avendola sul tetto.
Prima di preventivare guardiamo i dati storici dell'impianto: se la perdita non c'è, non c'è motivo di intervenire.
Veniamo a vedere l'impianto, leggiamo i dati e ti diamo un preventivo su misura. Senza impegno e senza costi.