Ad Albano il problema non è la sabbia ma il verde: pollini in primavera, foglie in autunno e l'umidità dei Castelli che tiene tutto attaccato al vetro.
Albano è circondata da alberature fitte e la primavera qui è pesante per gli impianti: la pioggia di polline si deposita in strati sottili e successivi, e ogni strato trattiene quello precedente. In poche settimane si forma un velo giallastro che copre l'intera superficie.
In autunno cambia il materiale ma non il problema. Foglie e piccoli detriti si accumulano nella fascia bassa dei moduli e nei canali fra le file: lì trattengono acqua, e l'umidità persistente dei Castelli favorisce muschi e licheni sul bordo del vetro. È uno sporco biologico che va rimosso con metodo, non strofinando.
Ad Albano il momento più utile è subito dopo la fine delle fioriture, in genere fra maggio e giugno. Un secondo controllo a novembre, a caduta delle foglie completata, evita che l'inverno inizi con i moduli parzialmente coperti.
Ad Albano il polline compattato si toglie con acqua e movimento lento; forzare significa spalmarlo e doverci tornare sopra. Usiamo acqua demineralizzata e spazzole contro-rotanti a setole morbide, montate su asta telescopica. L'acqua senza sali evapora senza lasciare aloni, quindi non serve asciugare; le setole rimuovono il deposito senza toccare il rivestimento antiriflesso del vetro. Niente detergenti, niente idropulitrice: la pressione alta può forzare i bordi di tenuta e far entrare umidità nella scatola di giunzione.
Non camminiamo mai sui moduli. Una microfessurazione nelle celle non si vede a occhio e si manifesta anni dopo come un punto caldo: è un danno che costa molto più della pulizia che l'ha causato.
Nel centro storico di Albano si lavora su edifici con coppi e accessi difficili, spesso senza possibilità di avvicinare mezzi; a Cecchina e Pavona prevalgono invece le villette, dove l'intervento è lineare e si conclude in poche ore.
Da Ardea ad Albano ci arriviamo in meno di mezz'ora, quindi il sopralluogo non è un impegno né per noi né per te.
Su un impianto sporco in modo uniforme la perdita si colloca di norma fra il 5 e il 15%, e può superare il 30% nei casi trascurati o con depositi localizzati. Il dato non si stima guardando il tetto: si legge nel portale di monitoraggio, confrontando la produzione con quella dello stesso periodo degli anni precedenti.
Per questo, quando l'impianto è monitorato, guardiamo i numeri prima e dopo. È l'unico modo onesto per dirti se la spesa è servita.
Contattaci per un sopralluogo gratuito e senza impegno. Guardiamo insieme lo stato dei moduli e i dati di produzione, poi decidi.