A Lanuvio la differenza tra un impianto che consuma poco e uno che delude sta quasi sempre nella temperatura di mandata.
Sui casali di Lanuvio il primo ostacolo è quasi sempre la potenza al contatore, spesso limitata a 3 kW. In secondo luogo, gli ambienti sono ampi e con soffitti alti: il fabbisogno reale va calcolato sui volumi e non sui metri quadri di pianta.
A 296 metri di quota il quadro cambia rispetto alla costa: le minime invernali scendono di qualche grado sotto lo zero e nelle notti serene la batteria esterna va in brina più spesso. Non è un motivo per rinunciare alla pompa di calore, ma per dimensionarla sulla temperatura di progetto reale della zona e non su un valore medio: una macchina scelta con i dati del litorale, qui, si troverebbe scoperta nei giorni più freddi.
Operando tra il borgo antico e le case di campagna, la posizione dell'unità esterna va studiata con attenzione: serve aria libera davanti e dietro, nessun ricircolo e distanza ragionata da finestre e confini.
La vicinanza conta: verso Lanuvio ci arriviamo in meno di mezz'ora, quindi la manutenzione programmata e gli interventi urgenti restano gestiti da noi.
La domanda corretta non è quale sistema sia migliore, ma a quanti gradi debba lavorare la mandata. A Lanuvio la risposta arriva dal rilievo dei terminali.
A Lanuvio l'incentivo si verifica prima della firma, non dopo: requisiti dell'intervento, catalogo GSE e documentazione necessaria. Gli incentivi 2026.
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